Le più belle storie del nonprofit in Italia

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Vincitori 2019

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GIOVANNA BONORA – fundraiser 2019

Giovanna Bonora ha iniziato il suo cammino nel non profit da giovane a Ferrara come attivista per Amnesty International, l’amore dalla sua vita come lei stessa ammette. I suoi primi passi nella raccolta fondi avvengono con ANT dove si occupa di corporate fundraising, ma anche gestione volontari, banchetti e tanto altro.

Negli anni si è messa in gioco in diverse organizzazioni del non profit sperimentando diversi ambiti della raccolta fondi e diversi settori, oltre a un periodo passato nel profit in una multinazionale che le ha permesso di abbattere i pregiudizi profit-non profit.

Oggi si occupa di Major Donor per l’Università Bocconi di Milano. Dotata di grande apertura mentale, inesauribile curiosità e forte voglia di conoscere e accrescere il proprio bagaglio culturale, qualità che la portano a formarsi continuamente e a condividere le esperienze professionali con i colleghi.

FAMIGLIA BARCHET – donatore 2019

La famiglia Barchet, bellunese con 6 figli, è da sempre attiva in numerose reti di volontariato e realtà solidali donando il proprio tempo, e garantendo importanti sostegni economici. 

La loro vita intreccia l’ONG Insieme si può nel 2014 quando la figlia Sara alle elementari assiste a un breve percorso sul tema dell’acqua: quanta ne abbiamo, quanta ne sprechiamo, come la mancanza di accesso all’acqua sia un problema per i bambini ugandesi. Ma, soprattutto, di quanto la soluzione possa essere “semplice”: i pozzi!

Sara ascolta la storia di Zaira, una ragazzina che ha deciso di impegnarsi a raccogliere i soldi per realizzarne uno e lo trasforma nel suo sogno: per raggiungerlo mette da parte i soldi delle paghette, rinuncia ad acquisti personali. Il 17 aprile 2018 viene inaugurato il pozzo alla Wellstar Bride School di Mukono, in Uganda, per 210 bambini e ragazzi.

Ma il dono è contagioso: l’11 febbraio 2019 l’acqua sgorga da un altro pozzo per 1135 bambini, ragazzi, e adulti nella scuola di Kodonyo, in Karamoja. È il frutto dell’impegno di Nicola e Mariaelena, i genitori di Sara, che hanno unito la loro nuova donazione alla richiesta di convertire i regali per il 30° anniversario di matrimonio in sostegno del progetto.